Ambrosia Artemisiifolia

L’ambrosia è una pianta erbacea stagionale appartenente alla famiglia delle composite o Asteraceae.
Originaria del continente americano, essa è oggi ampiamente diffusa anche in Europa. L’ambrosia germina con inizio dal mese di maggio; la fioritura ha luogo nelle nostre zone a partire dal mese di luglio.
Ha fusto più o meno peloso, di colore rosso nella forma adulta, molto ramificato nella parte superiore, che può raggiungere e superare il metro di altezza; le foglie sono molto frastagliate e pelose; i fiori sono gialli, piccoli , raggruppati in inflorescenze terminali a forma di spighe.

L’ambrosia rappresenta un fattore di rischio potenziale molto elevato per i soggetti affetti da disturbi di natura allergica in quanto essa produce quantità di polline particolarmente abbondanti: è stato stimato che una pianta di Ambrosia possa produrre più di un miliardo di granuli di polline e che durante la fioritura, la concentrazione dei pollini nell’aria,possa raggiungere i due milioni di granuli per metro cubo.

L’ambrosia cresce al di sotto dei 500 mt. di quota, infestando sia i campi coltivati a soia, girasole, mais e barbabietola, sia terreni incolti come i bordi delle strade, le massicciate ferrovierie, le aree agricole non coltivate e i cantieri edili. Un modo per bloccare la diffusione è lo sfalcio periodico delle aree infestate. La Regione Lombardia ha pertanto emanato l’ordinanza N. 25522 del 29/03/1999 arrecante le “Disposizioni contro la diffusione della pianta Ambrosia nella Regione Lombardia al fine di prevenire la patologia allergica ad essa correlata” con la quale il Presidente ordina ai proprietari e/o conduttori di aree agricole non coltivate; ai proprietari di aree verdi urbane incolte e di aree verdi industriali dismesse; ai responsabili dei cantieri edili aperti da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente ordinanza; ai responsabili dell’ANAS - Compartimento regionale per la viabilità, della Società Autostrade SpA, della Società F.S. SpA, delle FNME, ciascuno per le rispettive competenze, di vigilare, a partire dal mese di Maggio, sull’eventuale presenza di “Ambrosia” nelle aree di loro pertinenza, ad eseguire tra giugno ed entro i primi venti giorni di agosto, periodici interventi di manutenzione e pulizia (aree verdi, aree dismesse, cigli stradali e autostradali, massicciate ferroviarie) che prevedano quantomeno tre sfalci nei seguenti periodi:

Primo sfalcio: ultima settimana di luglio
Secondo sfalcio: tra la fine della seconda decade e l'inizio della terza decade di agosto

Poiché da studi effettuati dalla regione Lombardia, il nostro territorio non risulta tra le aree di alta infestazione da Ambrosia, si possono applicare le seguenti metodologie:

Lo Sfalcio: deve essere eseguito quando buona parte delle piante di Ambrosia Artemisiifolia si trova nello stadio che precede la fioritura, cioè prima della maturazione delle inflorescenze maschili, che producono polline allergizzante. Deve essere infatti effettuato assolutamente prima dell’emissione di polline.

Lo sviluppo delle inflorescenze inizia nel mese di luglio ed i picchi di emissione di polline si verificano tra la fine di agosto ed i primi di settembre. Bisogna intervenire su piante alte mediamente 30 cm, con un’altezza di taglio più bassa possibile. La scelta del periodo di intervento e del numero di interventi deve essere quindi fatta sulla base di un’attenta osservazione delle condizioni in campo, intervenendo prima della fioritura.

Seguendo questo criterio, più facilmente applicabile in ambito agricolo, può essere sufficiente un singolo intervento da effettuarsi nella prima metà di agosto. Eventualmente all’inizio di settembre sarebbe ancora possibile sfalciare ulteriormente se la stagione climatica dovesse favorire una nuova fioritura

Il momento utile per lo sfalcio è indicato da una popolazione di ambrosia in cui nella maggior parte delle piante appaiono gli abbozzi delle inflorescenze (1 o 2 cm). Se l’intervento viene programmato in base all’individuazione di questa fase, l’agricoltore dispone del tempo utile (10 o 15 giorni) per intervenire su tutta la superficie aziendale prima che le infiorescenze si allunghino e diventino mature rilasciando polline.Un intervento troppo tardivo sarebbe dannoso favorendo la dispersione di polline. Cautelativamente quindi si propone di intervenire su piante con abbozzi delle infiorescenze.

Una indicazione di taglio più legata invece al calendario, è facilmente applicabile in ambito urbano, lungo i bordi/cigli stradali ed i margini delle grandi opere di viabilità in corso di costruzione.Tale indicazione prevede due sfalci: il primo alla fine di luglio, indicativamente nell’ultima settimana, per evitare di raggiungere livelli di polline capaci di provocare allergia già nei primi giorni di agosto e quello successivo, verso la fine di agosto (alla fine della seconda decade o al massimo all’inizio della terza), per contenere i ricacci o le nuove piante sviluppatesi nel frattempo.

Trinciatura: può dare risultati molto buoni ma variabili (dall’85 al 95% di efficacia) in funzione dell’altezza dell’infestante al momento dell’intervento e del tipo di attrezzatura impiegata. Buoni risultati si ottengono con frequenze elevate di intervento.

Diserbo: Il diserbo estivo è l’altro metodo più facilmente praticabile su diverse tipologie di terreno. E’ un trattamento che presenta un’efficacia molto buona (circa 97%).Per un buon risultato è necessario fare attenzione all’epoca di intervento (altezza barra irroratrice, pulizia ugelli etc. ), alla dose di principio attivo ed alla percentuale di coformulati. Intervenendo quando la pianta è alta circa 20 cm, si può ottenere un buon risultato anche a basse dosi di principio attivo. E’ importante l’uso di diserbanti a basso impatto ambientale e scarso effetto residuale, come ad esempio il principio attivo Glifosate.

Metodi applicabili preferenzialmente in ambito urbano

Pacciamatura : presenta buoni risultati( anche il 100% di efficacia) ed è utile nel contenimento di superfici limitate. E’ un metodo a basso impatto ambientale e può consentire il riutilizzo di sottoprodotti organici, come foglie, paglia, cippato di legno, corteccia triturata. Altri materiali con cui è possibile effettuare la copertura del terreno sono appositi teli in plastica.

Estirpamento : E’il metodo consigliato in letteratura in caso di aree con poche piante di Ambrosia Artemisiifolia, perché consente l’eradicazione pressoché totale dell’infestazione (ad esempio nelle zone di nuova espansione o nei prati permanenti ove si riscontra la presenza di singole piante).Altri metodi applicabili in ambito agricolo : Si tratta di metodiche che danno risultati meno certi poiché implicano una maggiore accuratezza nella modalità e nella scelta dell’epoca di intervento.ù

Aratura e discatura (erpicatura con erpice a dischi) : possono dare risultati molto buoni (dal 90% al 99% di efficacia) se praticata su suoli in tempera (cioè con un ottimale tenore di umidità) e con piante di Ambrosia Artemisiifolia alte non più di 20 cm, per evitare che la lavorazione lasci in superficie porzioni di pianta che sono in grado di continuare a vegetare.Analogamente al metodo del singolo sfalcio effettuato in base alla fase fenologica della pianta l’aratura consente un buon contenimento con un solo intervento e consente peraltro il mantenimento di un buon livello di contenimento anche a settembre, cioè nel periodo successivo a quello di picco pollinico.

Scarica e stampa il testo dell'ordinanza n. 3/2019 contro la diffusione dell'Ambrosia nel territorio cittadino.pdf