Zanzara Tigre

Provvedimenti contro la diffusione della zanzara tigre

Il Sindaco ha emesso in data 15/6/2019 l' ordinanza n. 4 in tema di prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da insetti, in particolare dalla zanzara tigre.

Scarica e stampa il testo dell'ordinanza n 4 del 15/6/2019

Avviso

Linee guida alla lotta contro la proliferazione della zanzara tigre

Nei mesi più caldi, quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, con un picco di massima densità al culmine dell’estate, tra agosto e settembre. L’azione tesa a contrastarla è di natura essenzialmente preventiva e deve puntare a limitare tutte le situazioni e i comportamenti che ne facilitano la riproduzione e la diffusione.La strategia di lotta, messa a punto dalle istituzioni sanitarie e dai comuni, si concentra soprattutto sull’individuazione e distruzione dei focolai larvali e sulle campagne di informazione al cittadino al fine di prevenire la possibilità di deposizione delle uova. 

Un altro aspetto fondamentale è monitorare la diffusione dell’insetto. Per questo, fin dall’inizio degli anni ’90, il Laboratorio di parassitologia dell’Istituto superiore di sanità è diventato centro di riferimento per la sorveglianza e il controllo della specie, producendo numerosi studi al riguardo e coordinando un Programma nazionale di sorveglianza della zanzara, sistema che attualmente funziona recependo le segnalazioni effettuate dalle Asl e dai Comuni.

La diffusione della zanzara tigre è tipicamente urbana, e non si ritrova nelle aree rurali, proprio per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolta d’acqua. Per questo, è necessario monitorare tutte le zone in cui l’acqua ristagna, come i sottovasi di piante e fiori, le aiuole e le vasche e fontane ornamentali, qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, le grondaie, ecc. I cittadini infatti possono efficacemente contribuire alla lotta cercando di:

  • evitare l’abbandono di materiali, rifiuti e contenitori in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana;
  • eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni ecc..
  • controllare e sostituire frequentemente l'acqua nei contenitori di fiori del cimitero o introdurre frammenti di rame metallico (10 grammi circa per ogni litro); l'ossidazione del rame impedisce lo sviluppo delle larve; 
  • innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto;
  • provvedere frequentemente al taglio dell’erba e alla cura e pulizia di orti e giardini;
  • far pulire periodicamente le grondaie per favorire il deflusso delle acque piovane ed evitare così eventuali ristagni; 
  • eventualmente, se necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, cercare di tenerli coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata e tesa o svuotarli almeno una volta la settimana;
  • pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che generano, all’arrivo della primavera quando le temperature salgono e le piante vengono nuovamente esposte e innaffiate, la schiusa delle uova invernali facilitando notevolmente la diffusione della zanzara stessa nell’ambiente;
  • introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei giardini; 
  • nei cortili privati far pulire periodicamente i tombini ostruiti da detriti e controllare il corretto funzionamento della sifonatura, dotando i tombini di rete antizanzara; 
  • trattare i tombini, fosse settiche e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, con prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia. Gli agricoltori dovranno prestare molta attenzione e cura agli scoli dei campi, migliorandone lo sgrondo e operando in modo che i canali d'irrigazione abbiano argini adeguati e privi di erbe per evitare esondazioni e ristagni.